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“BÄSK” Kennemark-Simonson-Kallman XOURCE XOUCD 124 FOLK
PROGRESSIVO/SVEZIA Sono veramente incavolato nero
(per non dire di peggio). Un disco simile non può che farti scontrare con la
gretta e becera realtà del mercato discografico italiano, dove un’incisione
del genere non avrebbe forse mai potuto vedere la luce. Qui, in Italia, un trio
composto semplicemente da flauto, sassofono e violino per riproporre melodie del
folklore nazionale andrebbe bene tutt’al più per i portici di qualche piazza,
la domenica, o per qualche stazione della metropolitana. E i vigili gli
farebbero subito una bella multa (nonostante l’approvazione del nuovo
Regolamento nel Comune di Castelfranco Emilia, vedi FB n° 3/99...). Figuriamoci
farne un disco! In Svezia, invece, la musica folk
è promossa e valorizzata al meglio, è davvero patrimonio nazionale. Hans
Kennemark (violino, viola), Sten Kallman (sassofoni soprano e baritono,
percussioni) e Jonas Simonson (flauti) sono delle glorie nazionali e nel tempo
hanno fatto parte di tutti i gruppi più importanti della scena musicale del
loro Paese (Groupa, Den Fule, Filarfolket, Simbi...). Riuniti sotto il titolo di
un album (forse destinato a trasformarsi in un futuro progetto e nome del trio,
vedi Frifot e Nordan), si fanno epigoni di uno stile specifico di casa Xource,
teso a risvegliare gli spiriti degli strumenti a fiato dentro insolite
combinazioni sonore e repertoriali (qui musiche originali e tradizionali del
patrimonio violinistico, anche norvegese). Solo loro riescono a parlare un
linguaggio così nuovo usando parole così vecchie e a costruire un album
straordinario usando ingredienti semplicissimi. Perché sono veramente grandi
musicisti. (A pensarci bene, forse non è il caso di essere così pessimisti per
quanto riguarda l’Italia: anche da noi la scena folk è molto più vitale di
qualche tempo fa. Purché si continui a prendere esempio. Giovanni
Pietro Scazzola Questa recensione è pubblicata per gentile concessione della rivista |
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