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Questa recensione è pubblicata per gentile concessione della rivista “Folk Bulletin: musica, danza, tradizione” (per ogni utilizzo di questi materiali contattarla preventivamente)
Chi volesse conoscere nella sua intierezza sia la tradizione danese più autentica (quello che di essa è stato conservato) che le forme revivalistiche più recenti, non può esimersi dall’ascoltare i Lang Linken. Nati nei primi anni ‘70 come gruppo di revival, fecero i primi passi musicali facendosi accompagnare da alcuni maestri come Evald Thomsen e Ingeborg Munch, studiando lo stile musicale dei vecchi violinisti e lo stile canoro delle cantanti che ancora praticavano i repertori più antichi. Dall’incontro con questi personaggi, punti di riferimento per i giovani degli anni ‘70, all’essere diventati loro stessi punti di riferimento per i giovani di oggi, il percorso del gruppo è un percorso di evoluzioni e idee che mai hanno perso il contatto con i vecchi maestri. Infatti non è nei Lang Linken che si incontrano le più recenti e innovative sonorità elettriche di altri gruppi danesi (come, ad esempio, i Serras). Le sonorità sono acustiche, gli strumenti tradizionali: si va dal violino e la ghironda (Poul Lendal) a cornamuse e flauti armonici (Keld Nørgaard); da melodeon e organetti (Carl Erik Lundgaard) alle voci di Sofie Aagaard e Karen Mose. Tuttavia questo non vuol dire che il gruppo manchi di freschezza e ironia. Tutt’altro. Ne è esempio il brano Pot i A, dove tra una polka dell’ovest dello Yutland e un reel del repertorio di John Kirkpatrick è addirittura inserito un breve rap. O la presenza e l’interpretazione di alcune ballate satiriche dei primi del ‘900 messe in alcuni casi in parallelo con temi musicali più “seriosi” condotti dalla cornamusa. Questo loro lavoro, Knorifas, si fa dunque ascoltare volentieri. Discretamente viaggia tra ballate, melodie (alcune del repertorio dell’isola di Fanø) e danze (engelsk, hopsa, polka, valzer,...) della tradizione danese. Discretamente invita sulla sua barca melodie e danze di paesi più o meno vicini (Norvegia, Shetland, Germania,...). E il rollio di indebite forzature non si sente mai. TIZIANO
MENDUTO Danish
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