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Questa recensione è pubblicata per gentile concessione della rivista Gli strumenti del freddo nord 5°puntata La cornamusa Dalla säckpipa al torupill: viaggio
attraverso le cornamuse del nord 2°
parte Continuiamo il
percorso tra le cornamuse arrivando finalmente a dare uno sguardo anche oltre i
confini svedesi… La terza parte, vi ricordo, comprenderà invece
l’intervista al musicista svedese Per Gudmundson. articolo e ricerca a cura di
Tiziano Menduto Il revival… Il revival della säckpipa svedese ha avuto due diverse fasi nel XX secolo. Da un lato la scoperta di questi strumenti originali negli anni ’40, con l’interessamento precedente di Rehnberg e la conseguente entrata sulla scena di altri personaggi, dall’altro il rinnovato interesse (più pratico e meno storico) nato nel fermento di quel movimento revivalistico e politico che interessò negli anni ’70 buona parte dell’Europa occidentale.
Leif Eriksson cominciò a lavorare seriamente attorno alla säckpipa
dopo che il Museo del Dalarna a Falun gli propose di ricostruirla partendo da un
vecchio esemplare che, conservato al Museo da anni, proveniva da Venjan.
In questa fase la vita di Leif si incrociò perfettamente con quella di
Gudmundson che da violinista era stato più volte attirato dalla curiosità di
sapere a quale strumento erano destinate le musiche indicate come “melodia per
cornamusa”. Nel 1981 il primo strumento fu costruito e diversi altri ne
seguirono in breve tempo. In Svezia, infatti, la musica
a bordone cominciava ad avere un grande seguito e le richieste di strumenti
aumentavano. Ma non era sufficiente costruirne nuovi esemplari (ad oggi Leif
Eriksson ne ha costruite più di 400!), era importante anche farne sentire il
suono. In questo fu fondamentale l’opera di Per. Già ottimo violinista,
cominciò ad alternare nei suoi concerti
Nella storia successiva anche altri personaggi (come i liutai Bengt Sundberg o Alban Faust ) contribuirono, e lo fanno tuttora, alla promozione di questo strumento.
In questi ultimi anni, tuttavia, gli sforzi di Eriksson – che pubblicò nel tempo anche un manuale per giovani costruttori di cornamuse – hanno spinto anche i singoli musicisti ad avere un rapporto molto attivo con il proprio strumento. Oggi quasi il venti per cento di loro riesce a costruirsi la propria cornamusa, ma quasi tutti riescono a farsi le ance o a personalizzare il proprio strumento con piccoli accorgimenti[1]. I musicisti…
Altre
cornamuse nordiche…
In Danimarca[4]
recentemente è stata ricostruita una cornamusa seguendo alcune rappresentazioni
del sedicesimo secolo e le indicazioni del libro “Säckpipan
i Nordan” che dedica a questa cornamusa un intero capitolo. I bordoni sono
due e di uguale lunghezza, la cameratura del chanter è cilindrica e l’ancia
è molto larga. Tra coloro che hanno ripreso questo strumento è da ricordare Jens Romme, Julian Goodacre (come
costruttore) e Keld Nørgaard (nel
gruppo Lang Linken).
Riguardo alla
Finlandia[5]
le vicende della cornamusa si innestano a quelle dei territori più a est, le
zone occidentali della Russia e i paesi baltici, dove la cornamusa era in
passato molto diffusa. Un viaggiatore finlandese, Mathew Guthrie racconta nell’ottocento della presenza in Russia di
una cornamusa del suo paese, chiamata dai russi volynka. Ma è proprio nei paesi baltici che la vitalità di questo
strumento sembra sia stata più longeva. In Estonia[6],
ad esempio, una cornamusa di nome torupill
- con insufflatore e da uno a tre bordoni – fu utilizzata
diffusamente fino alla metà del XIX secolo, tanto da permetterci di in contrare ancora suonatori fino agli anni ’60 del XX. Il
repertorio aveva da un lato molti elementi in comune con il repertorio delle
antiche “canzoni runiche” estoni, dall’altro subiva probabili influenze
della cultura svedese, almeno seguendo il testo di alcuni canti a ballo. Questi
repertori vennero però piano piano assorbiti da altri strumenti, violino,
fisarmonica, kannel (una sorta di cetra) che avevano possibilità tecniche
innovative. Dopo un recupero negli anni ’70, che ha permesso di non farlo
cadere nell’oblio, il torupill si può
ascoltare oggi suonato da musicisti come O.Roomet,
Ants Taul, Alfred Nurmik ed Ain Sarv. -------fine seconda parte------
[1]”The
Swedish Bagpipe”, GunnarvTernhag, 2004 [2]
Dan Lundberg, “Swedish folk music: from village greens
to concert platforms” [3]”Swedish
Bagpipes: a short history of the bagpipe” [4]
Julian Goodacre [5]
“The Eastern Drone: a look at folk music and peasant
culture through an examination of the bagpipes of [6]
“The estonian bagpipe”, Igor Tonurist |
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