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Questa recensione è pubblicata per gentile concessione della rivista “Folk Bulletin: musica, danza, tradizione” (per ogni utilizzo di questi materiali contattarla preventivamente)
Dice Carl Erik Lundgaard, importante musicista e artefice del recente folk-revival danese, che il gruppo ZAR dimostra come sia possibile partendo dalle radici della tradizione rinnovarla con la semplicità, la sincerità di invenzioni e di espressioni nuove. Ed il gruppo ZAR lo fa seguendo una propria strada che, se non gode dell’originalità e novità propria di gruppi come i Serras, riesce comunque a rendere godibile e piacevole un repertorio di melodie e danze recuperate da una tradizione a cavallo tra ottocento e novecento. Un pizzico di creatività (alcuni brani sono di composizione), qualche spunto dalla musica irlandese, qualche elemento country-jazz, ma specialmente un grande affiatamento (il gruppo esiste dal 1996) danno agli ZAR ragione del desiderio di inserirsi a pieno nell’etichetta, sempre stretta, di “folk progressivo”, senza per questo utilizzare suoni elettronici. Il violino di Christopher Davis Maack, la chitarra e il mandolino di Rasmus Zeeberg, il contrabbasso o il violino di Steffan Søgaard Sørensen ben si incontrano per far conoscere la ricchezza del mondo coreutico danese. Valzer, schottish, polke, ma anche firtur, tretur, totur, hamborger, brudedans, tutte danze che aspettano di essere ascoltate, imparate e ballate al ritmo incalzante e “cordofono” degli ZAR. TIZIANO
MENDUTO Danish
Folk Music Distribution Eling
Olsen Ribe
Landevej 190 DK-7100
Vejle Denmark
A chi mi chiedesse il perché della grande quantità di recensioni di musica danese, risponderei facendogli ascoltare un po’ di musica (tanto per verificare la qualità musicale raggiunta da molti gruppi) e gli farei conoscere le mille attività promozionali che le istituzioni danesi mettono in atto per aiutarci a scoprire i suoi musicisti. Uno dei pochi paesi nordici che appaiono interessati ad inserirsi nel nostro piccolo ma prezioso mercato. Divagazione che ci riporta, parlando di qualità, alla seconda prova del gruppo degli Zar, nato nel 1996 e composto dal violino di Christopher Davis Maack, dalla chitarra e il mandolino di Rasmus Zeeberg, dal contrabbasso, violoncello e violino di Steffan Søgaard Sørensen, dalla viola e dal piano di Rune Tonsgaard Sørensen e dalla bellissima voce di Sine Lauritsen. Lavoro sicuramente maturo e pregevole, “Tusind Tanker” trova una sua strada particolare nel revival danese, una strada di colori e suoni delicati, di sfumature e arrangiamenti innovativi che fanno buon uso dei numerosi archi e degli altri strumenti a corde e delle capacità interpretative della cantante, vero faro di questa nuova stagione del gruppo. Musiche di composizione, canzoni tradizionali e qualche danza sono il piatto completo e mai noioso che può saziare anche gli appetiti più difficili e che può ospitare, tra i brani proposti, una vera e propria perla. “Kærlighedstræet”, una canzone tradizionale che racconta della ricerca di una giovane donna di un amore vero. Qui la voce ammaliante di Sine raggiunge, per me, il suo apice: assolutamente distante da modelli tradizionali, mostra quanto una voce percorsa da tutta la musica del presente sia capace di interpretare il passato e i suoi sentimenti.
TIZIANO MENDUTO
Rasmus Zeeberg Tyrolsgade 17, 1th 2300 Copenhagen Denmark www.zarmusic.dk
Questa recensione è pubblicata per gentile concessione della rivista “Folk Bulletin- musica, danza, tradizione”
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